Agesol - Agenzia di solidarietà

centro documentazione agesol

AREA GIUSTIZIA, CRIMINALITA’, PENA E CONTROLLO

Sorvegliare e punire; nascita della prigione

M. Foucault

Ed. Einaudi, 1993 p.340

Storico saggio, in cui l’autore s’interroga sull’origine della pena detentiva e del sistema d’assoggettamento fisico e psicologico che la sorregge.

Parola d’ordine: tolleranza zero; la trasformazione dello stato penale nella società neoliberale

Loic Wacquant, 2000

Ed. Feltrinelli p.143

Tolleranza zero è la fortunata parola d’ordine coniata dal sindaco di New York Rudolph Giuliani, che accompagna il passaggio dallo stato assistenziale allo stato penale. In questi ultimi anni, lo slogan si è diffuso su entrambe le sponde dell’Atlantico, annunciando i processi che conducono al trionfo di un nuovo senso comune panpenalistico.

Simbiosi mortale; neoliberalismo e politica penale

Loic Wacquant

Ed. Ombre Corte, 2002 p.138

Il libro accompagna il lettore nelle prigioni e nei ghetti d’America mostrando il modo in cui il legame ed i rapporti tra neoliberismo e politiche punitive ha attraversatole società avanzata, confinando e stigmatizzando un numero abnorme di individui. Nell’era neoliberale il sistema penale diviene dispositivo fondamentale di stratificazione sociale, di trasformazione urbana e di differenziazione culturale.

Stato, controllo sociale e devianza

Dario Melossi

Ed. Mondatori, 2002 p.335

Esposizione delle principali teorie di criminologia e sociologia della devianza, ripercorrendone lo sviluppo dal Beccaria ai giorni nostri. L’autore elabora una griglia d’analisi innovativa nello studio della materia, mettendo a confronto lo sviluppo di due tradizioni diverse tra loro: quella europea e quella statunitense.

Zero tolleranza; strategie pratiche della società di controllo

Alessandro De Giorgi

Ed. Derive Approdi, 2000 p.126

All’emergenza sociale della microcriminalità, il laboratorio poliziesco progetta e sperimenta strategie e pratiche di controllo sociale. Controllo come potere di definire ed etichettare la devianza, di indurre conformità e reprimere difformità, potere di tracciare la differenza tra normale e patologico, potere di correggere punendo, e punire correggendo. E sempre più il potere si esercita su intere categorie sociali , prime tra tutti gli immigrati. Sullo sfondo di questa sistematica riduzione dei diritti di cittadinanza, si afferma l’ideologia della “Zero tolleranza” nei confronti di masse di diseredati e disperati che mettono a rischio i privilegi delle società occidentali.

Il governo dell’eccedenza; Postfordismo e controllo della moltitudine

Alessandro De Giorgi

Ed. Ombre Corte, 2002 p.141

Come mutano le strategie del controllo sociale nella transizione dal fordismo al postfordismo? C’è una relazione tra disoccupazione ed incarcerazione? Esiste un rapporto tra la nuova composizione della forza-lavoro e la diffusione delle tecnologie di sorveglianza, tra le pratiche del controllo sociale e le trasformazioni di luoghi, modi e soggetti della produzione? A partire da queste domande, il saggio di De Giorni analizza i cambiamenti in atto nei sistemi di controllo sociale collegandoli alle trasformazioni intervenute negli ultimi anni nei processi di produzione.

La cultura del controllo; crimine e ordine sociale nel mondo contemporaneo

David Garland

Ed. Il Saggiatore, 2001 p.447

Attraverso un enorme lavoro di documentazione, l’autore ricostruisce la complessa transizione dall’ideale riabilitativo alle politiche di legge e ordine, accompagnata e favorita dal riaffiorare di istanze punitive nell’opinione pubblica, dall’iniziativa delle associazioni dei cittadini, da una riduzione del ruolo dello Stato. L’analisi si riferisce all’esperienza statunitense e britannica, ma permette di individuare tendenze comuni alla maggior parte dei paesi occidentali, da cui emerge un campo perfettamente inquadrato nell’ordine neoliberalista, di cui riproduce la tendenza all’esclusione di soggetti marginali, considerati pericolosi ed irrecuperabili, nell’interesse esclusivo degli individui integrati.

Pena e Società Moderna; uno studio di teoria sociale

David Garland

Ed. Il Saggiatore, 1999 p.396

L’istituzione della pena è da sempre un aspetto problematico della nostra società, che in questo momento sta attraversando una profonda crisi. Secondo David Garland tale crisi nasce dalla mancata comprensione del ruolo sociale della pena. Questo libro rappresenta il primo studio sociologico completo sull’argomento: prendendo in esame i lavori di Durkheim, Marx, Foucault, ed esaminando gli sviluppi giuridici degli stati occidentali attraverso i secoli e le forme di pensiero, Garland evidenzia come una società modifichi la pena adattandola ai suoi valori e alle sue necessità, e come a sua volta ne venga mutata in un processo dinamico.

Scarcerare la società

Alain Brossat

Ed. Eleuthera, 2003 p.149

Testo filosofico-politico in polemica con i due approcci più diffusi all’istituzione penitenziaria: quello sicuritario e quello umanitario. Il dibattito tra coloro che esigono un regime carcerario più duro e quelli che sostengono che si debbano fare entrare in galera i diritti civili, occulta secondo l’autore la questione di fondo, ovvero: “a cosa servono le prigioni?”. Il problema non è cioè quale carcere ma il carcere. Brossat contesta radicalmente questa logica, rilanciando la sfida sul piano intellettuale e ripoliticizzando la questione carcere: se l’esistenza del carcere è incompatibile con una società autenticamente democratica, bisogna scarcerare la società.

Diritto penale minimo

U. Curi, G. Palombarini (a cura di)

Ed. donzelli, 2002 p.420

Il volume raccoglie gli interventi e le riflessioni di docenti, magistrati e filosofi che, pur muovendo da punti di vista diversi, si sono impegnati a configurare un percorso dal quale potesse emergere una coerente prospettiva generale di riforma del codice penale.

Il Tribulane di Sorveglianza

Graziano Prelati

Ed. Giuffrè, 2003 p.313

Rielaborazione aggiornata della prima edizione, questo manuale di impostazione sobria, strutturata dai semplici elementi normativi e giurisprudenziali, rappresenta uno strumento operativo di dimostrata utilità per tutti coloro che devono relazionarsi con il sistema penitenziario, innanzi al tribunale di sorveglianza.

Il carcere trasparente; primo rapporto nazionale sulle condizioni di detenzione

Associazione Antigone (a cura di)

Ed. Castelvecchi, 2000 p.327

Questo rapporto è la prima indagine sullo stato della detenzione nel nostro Paese, risultato di circa 160 interviste in 95 Istituti di Pena, e della raccolta e classificazione di decine di questionari e testimonianze di chi in carcere vive, lavora, spende una parte del proprio tempo in attività di promozione sociale. Il Gruppo Antigone – che da anni lavora intorno ai paradossi della macchina penitenziaria e della pena privativa della libertà - parte da qui per costruire un Osservatorio Nazionale che abbia come obiettivo “il carcere trasparente”.

Inchiesta sulle carceri italiane

Stefano Nastasia, Patrizio Gonnella

Ed. Carocci 2002 p.236

Dopo due anni di monitoraggio, visite, questionari, interviste, nasce il secondo rapporto di Antigone sull’esecuzione penale e le condizioni di detenzione nelle nostre prigioni, sulle concrete condizioni di vita dei detenuti e sulle modalità di esecuzione della pena nel nostro paese.

Antigone in carcere, Rapporto sulle condizioni di detenzione

Giuseppe Mosconi, Claudio Sarzotti (a cura di)

Carrocci Editore, 2004 Pag.222

Da questa terza inchiesta emerge come il sistema dell’esecuzione penale e della privazione della libertà in Italia sembra precipitato in un declino senza fondo, in cui le carceri italiane, abbandonate a se stesse sono tornate ad essere solo sofferenza: in carcere si va perché si deve e non resta che contare i giorni. Ad oggi non c’è più nulla (finalità rieducativa, missione trattamentale dell’istituzione, reinserimento dei detenuti) salvo i muri e le sbarre, i controllati e i controllori.

La bilancia e la misura; giustizia, sicurezza, riforme

S. Nastasia, M. Palma (a cura di)

Ed. Franco Angeli, 2001 p.239

Si può scrivere un nuovo codice penale? Da questa domanda tutt’altro che retorica, è partito il percorso di ricerca cui fanno riferimento gran parte dei materiali raccolti in questo volume, frutto di un lavoro comune dell’Associazione Antigone e del Centro per la Riforma dello Stato. La domanda di sicurezza, la crisi per la legalità penale, gli effetti di tale crisi nei delicati meccanismi processuali di accertamento della verità e nella realtà dell’esecuzione penale, le opzioni di riforma e gli indirizzi maturati nella Commissione Grosso attraversano l’intero volume facendo emergere opinioni dissonanti, la cui fecondità è nella consapevolezza della necessità e della complessità di una radicale riforma della giustizia penale, senza la quale essa continuerà ad essere un surrogato di una politica incapace di rispondere alle sfide del nostro tempo.

Non solo carcere; indagine nazionale sulle organizzazioni di volontariato nell’ambito della giustizia

Renato Frisanco (a cura di)

Ed. Fondazione Italiana per il Volontariato, 2000 p.451

Volume costruito sulla rilevazione svolta su circa di duecento organizzazioni di volontariato impegnate nel mondo della giustizia e approfondita su dieci esperienze di buone pratiche, che contribuisce all’approfondimento delle problematiche riguardanti il carcere e la sicurezza dei cittadini. L’indagine mette in evidenza come la “sicurezza” non venga garantita solo dal “recinto carcerario” ma piuttosto dalla prevenzione e dal reinserimento socio-lavorativo del detenuto.

La giustizia come metafora

Franco Corleone

Ed. Menabò, 2001 p.125

La giustizia come metafora è solo apparentemente un libro-intervista. In realtà rappresenta la riflessione dell’autore su cinque anni d’esperienza di governo come Sottosegretario al Ministero di Giustizia. Il volume affronta le tematiche delle riforme strutturali e ordinamentali, quella del carcere e lo spaccato delle questioni dei diritti e delle libertà.

Percorsi personali e di reclusione

Autori vari

Ed. Sensibili alle foglie, 2002 p.175

Il diritto penale e l’organizzazione carceraria si trovano di fronte ad un dilemma tipicamente moderno: devono generare reclusione ed esclusione sociale e allo stesso tempo garantire al detenuto la possibilità di essere re-incluso nella società. Ma è evidente che questa funzione del carcere oggi è assolutamente disattesa: per la maggioranza dei detenuti il carcere è solo l’anticamera di se stesso. Il volume cerca di andare oltre la semplice critica della “giustizia-ingiustizia”, descrivendo con strumenti teorici inusuali in questo settore i presupposti della condizione spesso drammatica dell’organizzazione carceraria. Il materiale “empirico” utilizzato consiste nei risultati di una ricerca, condotta nel territorio di Vasto, sulla condizione degli Istituti Penitenziari e sui rischi d’emarginazione ed esclusione sociale a cui vanno incontro i detenuti e gli ex-detenuti.

Dei dolori e delle pene; saggio abolizionista e sull’obiezione di coscienza

V. Gagliardo

Ed. Sensibili alle foglie, 1997 p.192

L’autore accompagna il lettore nel cuore del dibattito sul diritto penale, nella sua storia e nella sua genealogia, fino al suo collasso. E’ su questa metamorfosi che l’autore affonda la sua critica abolizionista e fonda la sua pratica non violenta sull’obiezione di coscienza della legge Gozzini.

Non è giustizia; la colpa, il carcere e la parola di Dio

Carlo Maria Martini

Saggi Mondatori, 2003 p.201

Raccolta di saggi, risultato delle frequenti visite nelle carceri italiane e di costanti e appassionati interventi pubblici sulla giustizia ed il sistema carcerario, dove Carlo Maria Martini invita laici e fedeli ad interrogarsi sulle modalità di una prevenzione dei reati davvero razionale e umana, e ad una riflessione sulla pena che abbia invece al suo centro la dignità della persona, la riparazione, la riconciliazione.

Dei diritti e delle pene; servizio sociale e giustizia

Anna Muschitiello, Elisabetta Neve

Ed. Franco Angeli, 2003 p.173

Lavoro scaturito dal Convegno di Sarzana nel 2000 organizzato dal coordinamento assistenti sociali della giustizia, analizza l’evoluzione del sistema dell’esecuzione della pena, attraverso il confronto tra i principali protagonisti quali gli assistenti sociali ed i magistrati della cognizione e della sorveglianza, con il contributo di giuristi ed esperti di servizio sociale.

Massima sicurezza; dal carcere speciale allo stato penale

Salvatore Verde

Ed. Odradek, 2002 p.225

Fotografia di quel mondo oscuro, volutamente ignorato, che è l’interno del carcere e le logiche che lo governano. Logiche da conoscere, sezionare e confutare specie quando si vanno estendendo oltre e fuori le mura e disegnando le nuove relazioni tra potere e popolo nella vita sociale quotidiana. Il periodo temporale analizzato va dall’inizio degli anni 70, al periodo riformistico del diritto penitenziario, sino alle vicende del G8 di Genova.

Il piacere della legalità; idee ed esperienze per la convivenza civile

Autori vari

Ed. Libri Scheiwiller, 2002 p.213

Un manuale per l’educazione e l’autoeducazione alla vita associata. Il piacere della legalità come passaporto per una civiltà più umana; per una società nella quale essere onesti non sia soltanto un obbligo ma un vero piacere. Per questo, tre persone con diverse esperienze professionali hanno progettato e coordinato questo volume scritto a più mani da autori di grande valore nei rispettivi ambiti professionali: magistrati, pedagogisti, studiosi, politici.

Giustizia all’italiana; storie di magistrati, avvocati e cittadini

Daria Lucca

Ed. Carrocci, 2002 p.224

La prima inchiesta pienamente documentata sulla giustizia civile in Italia, un viaggio a tutto campo nella vita quotidiana dei nostri tribunali. Da Milano alla Sicilia, dalla provincia alle grandi città, l’autrice racconta vizi e virtù della nostra giustizia, raccoglie le voci dei protagonisti, descrive meccanismi che pochi conoscono ma con cui quasi tutti si trovano prima o poi ad avere a che fare, in un reportage sul campo che aiuta a capire le ragioni dei tanti problemi e ritardi, ma che rivela anche esempi inattesi di efficienza e buona amministrazione.

La grammatica della giustizia

Elizabeth H. Wolgast

Editori Riuniti, 1991 Pag. 237

Il volume è composto da nove saggi più la prefazione di Pietro Barcellona. Ad essere indagato è il concetto di giustizia, e la descrizione di come tale concetto si applica e si scontra con la realtà.

Non solo giustizia, ma democrazia, rappresentanza, trasparenza, tutte declinazioni o coniugazioni senza le quali la parola giustizia, i verbi condannare, assolvere e punire non avrebbero senso. La teoria liberale, nel porre l’accento sugli interessi individuali ed i diritti personali o proprietari non è di per sé in grado di offrire un quadro adeguato di riferimento sicuro per la comunità o di rappresentazione dell’equità e della morale.

Motivi della libertà

Ida Dominijanni (a cura di)

Autori vari

Ed. Franco Angeli, 2001 p.288

Sul terreno della libertà si è combattuta in Italia nell’ultimo decennio una battaglia aspra e opaca che ha visto giocare la destra all’attacco e la sinistra in difesa. Gli interventi raccolti nel libro, spostano lo sguardo sullo scacco alla libertà nel campo delle democrazie occidentali, sempre più pesantemente segnate dalla contraddizione fra il quadro di garanzie delle libertà inscritto nel costituzionalismo e la deriva verso la dipendenza, le ansie e il conformismo evidente nella vita quotidiana dell’homo democraticus.

AREA CARCERE-LAVORO

Il lavoro penitenziario

Monica Vitali

Giuffrè Editore (AgeSoL) 2001 p.280

L’apertura al carcere del mondo del lavoro è una necessità per garantire sicurezza alla collettività: sicurezza e risocializzazione vanno declinate congiuntamente, nel senso che non può esserci sicurezze non ci si fa carico del problema del reinserimento dei detenuti, anche attraverso la dimensione lavorativa. L’abbandono della prospettiva terapeutica si deve tradurre in un diverso criterio interpretativo nell’individuazione dei diritti/doveri dei lavoratori detenuti. Il libro vuole offrire agli operatori del privato sociale e agli imprenditori strumenti conoscitivi in grado di orientarli nella corretta impostazione e gestione del rapporto di lavoro coi detenuti, considerato come un normale rapporto di lavoro.

Carcere e lavoro

Aurora Campus, Licia Roselli (a cura di)

Libreria Universitaria CUESP, 1996 p.129

Il lavoro, non solo come occasione e mezzo per uscire dal carcere ma opportunità per riscattarsi ed affrancarsi dall’illecito. Questo concetto, assieme al desiderio di affermare una cultura del lavoro in carcere, incontro dopo incontro anima le discussioni del Gruppo di San Vittore, costituitosi nel 1993 e composto da detenuti, operatori penitenziari, assistenti sociali, ricercatori della facoltà di Scienze Politiche e della CGIL di Milano.

Il Gruppo ha lavorato organizzando diverse iniziative, tra cui: incontri con esperti del sociale e un’indagine conoscitiva tra detenute/i di San Vittore. Questo libro vuole riflettere sulle tappe di questo percorso ed essere uno strumento per una riflessione comune su possibili iniziative future.

Dal carcere al lavoro: out of prison into work – experiences in europe.

Progetto Andrea

Ora d’Aria, 1988 p.166

Il tentativo di pensare e sperimentare un percorso europeo per una concezione innovativa dell’inserimento di persone che hanno vissuto esperienze di carcere è il filo conduttore del progetto italiano “Andrea” che gode della possibilità di confrontarsi con altri cinque progetti simili in svolgimento nel resto d’Europa. Perché la costruzione di percorsi alternativi a un carcere di puro isolamento e pura dissuasione, contribuisce a costruire una vera prospettiva della pena, sia come valore di reale risarcimento che come concreta opportunità di vita.

Per il lavoro. Network per l’inserimento dei soggetti deboli

Fondazione Labos, Asl Frosinone, Istisss

Ed. Franco Angeli, 2003 p.404

I destinatari del progetto Re.La.I.S. (reti di lavoro per l’inclusione sociale e l’inserimento lavorativo di soggetti deboli) sono operatori e responsabili dei sistemi sensibili all’inserimento lavorativo di soggetti con grave svantaggio sociale in quattro territori della regione Lazio. La necessità di accompagnare lo sviluppo del progetto con un adeguato corredo di documenti tecnici e scientifici ha spinto alla realizzazione di questo volume, che si articola in parti teoriche ed in parti di tipo applicativo ed esperienziale. Nello stesso tempo il volume si presta felicemente a fornire ausili, spunti, motivi di confronto e di approfondimento alle tante centinaia di operatori che in diverse aree del nostro Paese sono impegnati in azioni di inclusione sociale e di inserimento lavorativo di soggetti deboli.

In-Out: alla ricerca delle buone prassi; formazione e lavoro nel carcere del 2000

Mariafrancesca Grande, Maria Assunta Serenari (a cura di)

Ed. Franco Angeli , 2002 p.189

L’ipotesi di attuare in Italia politiche finalizzate all’occupazione ed alla formazione professionale dei detenuti è andata progressivamente scemando dal 1975 ad oggi fino a diventare una realtà puramente virtuale. Le ricerche oggetto di questa pubblicazione, condotte da EnAIP Emilia Romagna, si propongono come “azioni di stimolo” per un confronto ed una riflessione sul tema delle politiche attive in ambito penitenziario. Il volume approfondisce tre aspetti di questo tema: elabora ed indica i fattori di qualità e sostenibilità di interventi formativi e di reinserimento, analizza il rapporto tra enti sociali e carcere, ed infine analizza le buone prassi attraverso uno studio ed il coinvolgimento diretto dei soggetti coinvolti.

Oltre le sbarre; nuove politiche per l’occupazione e la cooperazione sociale

Maurizio Ambrosini (a cura di)

Quaderni Caritas, Oltre in dialogo, 2001 p.174

Da questo attualissimo studio emerge la formula della cooperazione sociale come strumento per il recupero sociale e l’inserimento lavorativo di detenuti ed ex detenuti.

La formula corporativistica infatti, permette di puntare su una pluralità di attori, realizzare interventi mirati e superare una concezione garantista e per certi aspetti assistenziale dell’intervento in materia, sollecitando un maggiore coinvolgimento e una responsabilizzazione dei destinatari in un’ottica che può essere definita “promozionale”.

Dal confronto tra contesti reali diversi emerge un valido aiuto a sostegno di questa nuova politica per l’occupazione.

Araba Fenice; l’inserimento lavorativo di persone provenienti da percorsi penali

Autori vari

Alessandra Naldi ( a cura di)

Editrice Sinnos 2004, Roma

In questo volume sono presentati i risultati di un percorso di ricerca che l’Associazione Antigone ha promosso e realizzato nell’ambito del Programma comunitario Equal “Araba Fenice”

AREA LAVORO

Legge Biagi; una riforma per il lavoro

Giacinto Favalli e Andrea Stanchi (a cura di), da Corriere Lavoro, 2003 p.191

Vademecum completo che affronta tutte le principali innovazioni introdotte dal testo legislativo della cosiddetta Legge Biagi, di cui la pubblicazione del decreto attuativo (dlgs 10 sett. 2003, n.276) segna una data cardine per il futuro del mercato del lavoro nel nostro Paese.

Il lavoro e le sue regole, guida ai diritti e ai doveri dei lavoratori

Presentazione di Walter Passerini, da Corriere lavoro, 2002 p.117

Un viaggio nei diritti e nelle tutele di lavoratrici e lavoratori. Una guida pratica per capire il mondo del lavoro, uno strumento pensato per orientarsi tra i diversi tipi di inquadramento e conoscere le opportunità offerte dal nostro ordinamento.

Chi ben comincia; come offrirsi al meglio sul mercato del lavoro: dal curriculum al colloquio di selezione

Alessandro Amadori, Nicola Piepoli

Ed. Sperling& Koufer , 2002 p.160

Il manuale offre una ricca serie di informazioni teoriche e pratiche per trovare il primo impiego e cambiare occupazione, in un mercato del lavoro in profondo cambiamento.

La piccola impresa in provincia di Milano nei primi anni 90

Andrea Fumagalli

Franco Angeli, 1996 p.239

Il fenomeno della piccola e media impresa è uno dei più dibattuti dagli studiosi, dagli operatori, e dai policy maker italiani. Ricerca sulla crescente rilevanza che queste aziende hanno assunto nella struttura del nostro sistema produttivo, anche sotto il profilo dei riflessi economici e sociali, con il focus sulla realtà provinciale milanese.

La fabbrica dei giovani; il lavoro dei giovani tra necessità e progetto

Maurizio Ambrosin (a cura di)

Ed. solidarietà, 1995 p.191

Ricerca dedicata ai giovani operai e lavoratori manuali alla metà degli anni 90, realizzata da gioventù Cristiana: il lavoro emerge come componente essenziale della stima di se e dell’integrazione sociale.

La legge della differenza; pari opportunità e azioni positive nella Legge 125/1991

Autori vari

Ediesse Edizioni, 1991 p.130

Cosa significa applicare pienamente la Legge 125 per attuare le “pari opportunità fra lavoratrici e lavoratori: analisi del testo di legge e degli effetti che può provocare.

link per la sezione 'informazioni utili'

Indirizzi, credits, note legali e privacy

Agesol Onlus - agenzia di solidarietà - Via Boiardo, 8 20127 Milano

tel. 028976.3968 fax 028976.3966 e-mail: agenzia@agesol.it

Copyright © 2000-2010 Agesol - note legali, privacy e credits - C.F.: 97516060155